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Entrare in una nuova classe con il Teatro Creativo e di Movimento TCM®

Molte, anzi moltissime volte ci siamo ritrovate ad entrare in una classe nuova e vedere quegli sguardi a volte fiduciosi, altre di sfida e altri ancora con una grande domanda su cosa stessimo proponendo loro.

Noi che insegniamo Teatro Creativo e di Movimento non portiamo solo un metodo ma anche noi stesse in ogni classe.

Esattamente da questo nasce il metodo, dall’essere in empatia con chi si affida a noi e dare loro professionalità, sostegno, tecnica, fantasia e tanta voglia di mettersi in gioco.

Entrare in una classe per la prima volta può sembrare spaventoso, ma non lo è affatto se ci ricordiamo ogni volta che siamo lì per i bambini o per i ragazzi e in parte anche per crescere noi stesse un pochino.

Solo così possiamo evolverci in un lavoro che non finisce mai di crescere.

Ogni volta che ci troviamo davanti a quegli occhi desiderosi di imparare qualche cosa che si allontana dai loro banchi e che non ha un giudizio, ci potremmo anche commuovere e cercare di immaginare quale pezzettino di puzzle possiamo donare a quel futuro adulto.

Quando ci presentiamo in una classe che ancora non ci conosce spesso cominciamo con un cerchio e chiediamo ai fanciulli di presentarsi con un gesto o con un suono che li rappresenti.

Questo è quello che in quel momento hanno voglia di dirci di loro, siamo tenute ad accoglierlo con estremo interesse e senza giudizio.

Dalla presentazione che avviene a specchio, ovvero ogni partecipante si presenta e il resto del gruppo ripete ciò che ha fatto quasi a rafforzare la potenza che questo ha; capita che alcuni ragazzi non riescano a trovare che gesto da fare e noi ci accontentiamo di ciò che il suo corpo involontariamente ci fa vedere, diamo sempre moltissima importanza alla prossemica e al non verbale all’interno dei nostri gruppi.

L’approccio sembra lo stesso ma cambia molto in base alla fascia di età con cui ci relazioniamo.

Alla scuola dell’infanzia entriamo mettiamo la musica e partiamo a raccontare una storia con il corpo e loro molto fiduciosi ci seguono perché sanno ancora vedere quello che i grandi hanno disimparato ovvero vedere con gli occhi della fantasia. Quando portiamo un gruppo ad esempio nel mare attraverso il movimento a volte con un breve racconto e la musica, nessuno si pone la domanda “dove è veramente il mare?” loro sono il mare e noi con loro dobbiamo essere quell’oceano se vogliamo che continuino a vederlo affinché la magia possa accadere. Non possiamo sederci in cattedra dobbiamo viaggiare in simbiosi con questi piccoli attori che vogliono solo vivere un’esperienza fantastica con noi, anche se non ci conoscono ancora loro si affidano completamente e noi dobbiamo essere molto onesti nel restituire la stessa fiducia e agire con loro come se li conoscessimo già.

Alla scuola primaria cambiamo un pochino il nostro metodo di approccio nel primo ciclo lavoriamo ancora a specchio come alla materna lasciando che in alcune occasioni prendano loro le redini, ma hanno ancora estremamente bisogno di essere condotti, l’utilizzo della parola non è ancora fondamentale la fiducia è  estremamente incondizionata e noi ne dobbiamo essere degni per farne tesoro e dare dei rimandi costruttivi all’insegnante che ci affida i suoi bimbi.

Nel secondo ciclo la parola inizia a prendere il sopravvento e più ci avviciniamo alla classe quinta più la fantasia diminuisce la differenza tra maschi e femmine si accentua e le antipatie si notano. Tutto questo non deve minimamente interferire con il nostro approccio con la classe, anzi potremmo utilizzarlo a nostro favore per aiutare la classe a capire la dinamica in cui si trova e magari ironizzarci un po’ su.

Passando alle scuole primarie di secondo grado (medie) ci accorgiamo che l’atteggiamento dei ragazzi è a volte sfidante e comunque meno spontaneo e fantasioso. Occorre prendere immediatamente la fiducia dei ragazzi se no sarà molto complicato acquisirla in un secondo tempo. In questo caso il primo approccio è importantissimo, dobbiamo presentarci chiedendo loro di farci capire chi sono e accettare quello che ci rimandano, prestando attenzione tutto può emergere soprattutto con l’osservazione attenta del gruppo stesso. 

Entrare a scuola senza le scarpe, sedersi per terra e lasciare che ci diano tutti del tu chiamandoci per nome aiuta la classe ad entrare in un luogo parallelo comunque all’interno dell’ambito scolastico. 

Anche a scuola si può essere liberi di sentirsi sé stessi e perché no interpretare un personaggio che vorremmo essere senza che il giudizio emerga e ci metta in un angolo a disagio.

Entrare in una nuova classe è sempre un’emozione travolgente, qualsiasi sia l’età a cui ci rivolgiamo è uno scambio di fiducia e di reciproco rispetto è un gioco di dare e avere dove non sempre siamo noi a dare e i ragazzi ad avere, in alcune occasioni i ruoli si cambiano e noi dobbiamo essere sempre pronti a ricevere quello che arriva come fosse un dono.

Il Teatro Creativo e di Movimento TCM® fa si che ogni lezione sia la prima lezione e che la prima lezione sia un incontro speciale.

Quando noi siamo genuini anche i ragazzi si fidano e lo sono con noi, è esattamente in quel momento che ci accorgiamo dei diversi caratteri, delle dinamiche e di ciò che accade in questo emisfero classe e non li vedremmo mai come fossero solo dei nomi su un registro ma esseri umani anzi ottimi interpreti di mille ruoli.

Al termine della lezione urliamo tutti insieme il nostro mantra preferito “magico teatro” e la giornata riparte ma con un pizzico di creatività in più.

Grazie ragazzi per l’estrema fiducia che ci avete sempre dato e che continuate a darci negli anni.

In attesa di una nuova Prima Lezione.

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